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Osteoporosi

DEXA ed Osteoporosi

L'osteoporosi è un comune disordine metabolico osseo, in cui si realizzano modificazioni qualitative e quantitative dello scheletro. E' una patologia subdola in quanto dà segno di se solo quando è tanto avanzata da stravolgere l'architettura delle ossa e da ridurne la resistenza, aumentandone il rischio di frattura. E siccome la presenza di una frattura predispone all'insorgenza di successive fratture, prima si diagnosticano, prima si mette in atto la cura. Del resto l'osteoporosi miete tante vittime quante quelle che incorrono in ictus o in carcinoma mammaria, per cui è essenziale chiedere al proprio medico curante quando è bene cominciare a fare i primi controlli MOC.
La popolazione più a rischio è quella delle donne in post menopausa. Gli estrogeni che circolano nel sangue delle donne in età fertile fungono da protettori per il buono stato di salute delle ossa, infatti quando iniziano a calare nella menopausa l'osso comincia a trasformarsi e a perdere la sua resistenza.
Questa è quella che si chiama osteoporosi primaria post-menopausale.
Percentualmente l'osteoporosi primaria è meno frequente nel sesso maschile, principalmente perchè l'osso maschile è più largo e poi perchè nell'uomo le variazioni ormonali non sono così significative e rapide come nella menopausa delle donne da depauperare le riserve minerali ossee. Si determina generalmente dopo i 60 anni ed è conosciuta con il nome di osteoporosi senile.
Nell'uomo come nella donna posso essere fattori di rischio le errate abitudini di vita, il ridotto esercizio fisico, la carenza di calcio e vitamina D, gli stress fisici, l' abuso di fumo e alcool, il sovrappeso, l'immobilizzazione prolungata.
Esiste poi la cosiddetta osteoporosi secondaria, quella cioè promossa dalla coesistenza di alcune patologie (neoplastiche, renali, ematologiche, gastrointestinali, immunologiche, endocrine, da uso prolungato di corticosteroidi o antiandrogeni), che variando la composizione di minerali all'interno delle ossa le indeboliscono.
Per la misurazione accurata e precisa della massa ossea e la valutazione quindi del rischio di frattura, la World Health Organization (WHO) identifica come indagine strumentale di elezione la mineralometria ossea computerizzata (MOC). La tecnica più sofisticata MOC DEXA, presente nella nostra struttura con un apparecchio DXA GE Lunar Prodigy, sfrutta un doppio fascio di raggi X per documentare il contenuto minerale e la densità ossea a livello del collo femorale e del rachide lombare, che rappresentano i siti più colpiti dall'osteoporosi.
La densitometria ad ultrasuoni non è attualmente raccomandabile per il monitoraggio di fini variazioni di densità ossea, mentre la densitometria Total Body viene quasi esclusivamente utilizzata dai nutrizionisti nell'ambito di alterazioni dismetaboliche o di peso.
La misurazione in sede lombare può dar luogo ad erronee valutazioni in caso di calcificazioni dei tessuti molli circostanti e di alterazioni spondiloartrosiche frequenti nei pazienti anziani, che possono sovrastimare il reale contenuto minerale, per cui la Società Internazionale di Densitometria Clinica (ISCD) raccomanda la valutazione sia a livello vertebrale che femorale in tutti i
pazienti.
Grazie all'analisi di un rapido scanner sul vostro corpo, il medico Radiologo proposto alla refertazione analizzerà lo stato minerale a livello della vostra colonna lombare, nello specifico nel tratto compreso tra L1 ed L4, ed a carico di entrambi i colli femorali. Se avrà a disposizione anche precedenti vostri esami MOC potrà verificare se la patologia è in fase di stabilità, miglioramento o peggioramento, fornendo al vostro medico una informazione essenziale per il proseguio della terapia.
Il dato più interessante riportato sul referto è un valore numerico (T-score), che calcola di quanto la densità minerale ossea del soggetto in esame si discosta da quella che dovrebbe avere a 20-30 anni, età di massima ossificazione.
Si parla di normalità se il valore di T score è compreso tra 0 e -1; di osteopenia se è compreso tra -1 e -2.5 e di osteoporosi se è più basso di -2.5.
Vengono calcolati anche la densità minerale ossea (BMD), utile soprattutto per verificare nel tempo le variazioni mineralometriche per esempio in corso di terapia sostitutiva o rimineralizzante, e lo Z-score, che informa di quanto si discosta la densità minerale ossea del soggetto in esame da uno di pari età e sesso.
Siccome il dato più importante è rivestito dalla velocità di perdita ossea nel tempo, la MOC andrebbe eseguita almeno ogni 12-18 mesi, possibilmente con lo stessa strumentazione diagnostica in modo da raffrontare gli esami tra loro ed avere valore prognostico. Solo in presenza di condizioni fortemente osteopenizzanti (terapia cortisonica ad alte dosi, prolungata immobilità neoplasie maligne, iperparatiroidismo), il controllo può essere anticipato, sempre sotto consiglio del sanitario.
Sarà poi il medico di riferimento o lo specialista a correlare l'esito dell'indagine con la condizione clinica del paziente ed a stabilire l'eventuale necessità di cominciare una terapia a base di calcio o di stimolanti del turnover osseo.A conclusione si accenna all'esistenza di altre metodiche utilizzate per fare una stima indiretta o diretta della mineralizzazione ossea.Tra le prime figura la morfometria vertebrale, che può essere eseguita contestualmente ad un esame MOC se si possiede il software idoneo oppure attraverso una normale radiografia, effettuata sul tratto dorso-lombare della colonna in sola proiezione latero-laterale. Dalla misurazione delle altezze dei corpi vertebrali si documenta l'eventuale presenza di fratture o crolli vertebrali.
Delle restanti tecniche mineralometriche, quali QCT (Tomografia Computerizzata Quantitativa) e QUS (Ultrasonografia Ossea Quantitativa) non se ne ritiene utile la dissertazione in questo contesto, perchè di infrequente richiesta.
L'osteoporosi viene anche chiamata “l'epidemiasilenziosa”, in quanto viene spesso diagnosticata solo in fase avanzata con la comparsa di manifestazioni cliniche che talvolta si presentano anche in assenza di traumi.
La perdita di densità ossea comincia, silente e progressiva, dopo i 5O anni. Colpisce soprattutto le donne (1 su 3 dopo la menopausa), ma anche gli uomini (1 su 5 dopo i 60 anni).
Senza una adeguata prevenzione, la diagnosi è sempre tardiva ed avviene quando ormai il danno organico si manifesta in  tutta la sua gravità, con  conseguenze spesso invalidanti.

LA MENOPAUSA

La cessata produzione di estrogeni da parte delle ovaie rappresenta un fattore di rischio della osteoporosi. Gli estrogeni regolano la quantità di calcio nelle ossa e con la menopausa la struttura ossea tende a diventare fragile e porosa.

PREVENZIONE

Le ossa più frequentemente interessate dal rischio fratture sono le vertebre, il femore ed i polsi.

Le varie indagini come MOC e radiografie, pur mantenendo la loro validità diagnostica e di monitoraggio nel tempo, permettono di evidenziare lo stato della malattia ma a volte troppo tardi ai fini preventivi.

Un nuovo test genetico permette oggi di individuare alcuni geni modificati che sono in relazione con molte funzioni e processi vitali legati alla densità ossea e allo stato di mineralizzazione dell'osso.

Il test genetico permette di valutare questi specifici geni:

VDR (recettore vitamina D)

COL 1 AI (Collagene di Tipo 1)

CTR (recettore della Calcitonina)

ESR1 (recettore estrogenico 1)

Il test non è invasivo e prevede il semplice prelievo della saliva senza alcuna specifica preparazione da parte del paziente.
 

A CHI E' CONSIGLIATO IL TEST:

  • A tutte le donne, ed in particolare a quelle entrate in menopausa prima dei 45 anni

  • A  chi è di corporatura magra e sottile o ha avutouna significativa perdita di peso

  • A chi ha utilizzato farmaci a base di cortisone per lunghi periodi

  • A chi fuma più di 20 sigarette al giorno

  • A chiunque abbia subito varie fratture o abbia parenti di primo grado che hanno subito fratture senza trauma

  • A chi è rimasto a lungo immobilizzato a causa di malattia

  • A chi ha sofferto di patologie tiroidee gravi

  • A chi fa uso elevatodi bevandealcoliche

  • A chi segue da tempo diete proteiche, mangia cibi molto salati, fa uso eccessivo di caffeina

  • Agli uomini con bassi livelli di testosterone ed estrogeni





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